20.12.07
"LA SALUTE PRIMA DI TUTTO, SEMPRE" - DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE SANITA
Come altri settori del pubblico impiego anche quello della sanità vede al proprio interno un insieme di strutture che spesso operano a compartimenti stagni. Ne consegue la presenza di sprechi e disservizi, ma soprattutto la mancanza di un coordinamento razionale dell'azione medica verso la richiesta di assistenza del cittadino malato. Con uno studio di approfondita analisi tra medici dei diversi rami della medicina, che raramente trovano momenti di confronto ed elaborazione comune, si è prodotto un documento di venticinque cartelle che sarà consegnato ai nuovi dirigenti che saranno nominati ai vertici della sanità bresciana a gennaio 2008. Tutto questo n ella certezza di far cosa utile per la collettività e fornire contributi per una migliore funzionalità dell'assistenza sanitaria sul territorio.
Si riporta un condensato del documento.
Il presente documento è stato elaborato da un gruppo di medici e di dirigenti del settore sanitario nelle persone di: Romolo Borgese, Ezio Cigognetti, Carlo Fogazzi, Loretta Jacquot, Lidia Lombardi, Alberto Madureri, Maurizio Marconi, Paolo Marzollo, Nicola Pagnoni, Gianfranco Rogozinski, Alessandro Zadra, operanti sul territorio, nelle Aziende Ospedaliere e nelle Aziende Sanitarie Locali della provincia di Brescia.
A conclusione di incontri finalizzati ad un esame scrupoloso delle esigenze della salute del cittadino all'interno di un sistema sanitario razionale e moderno, si è proceduto alla stesura di due proposte di gestione nell'ambito:
della Sanità Territoriale
dell'Emergenza – Urgenza.
È stata presa in esame una valutazione delle UTAP (gruppo di cure primarie), osservandone i vantaggi e gli svantaggi ed esaminando i rapporti tra queste strutture e gli ospedali.
Il modello proposto dal Ministero della Salute (Casa della salute) è stato considerato non confacente alle necessità dell'utenza sia come distribuzione territoriale, che in termini di costo/beneficio e quindi giudicato in modo negativo anche in relazione al nuovo accordo regionale che individua il MMG come responsabile di competenze attribuite alle strutture proposte. Come alternativa si è discusso sulla necessità di creare una struttura intermedia, anche come risposta alle carenze gestionali per le urgenze sul territorio. E' stato chiarito che in base al contratto il Medico di Medicina Generale non è tenuto a gestire le urgenze e non ha obblighi di reperibilità; questo lascia un vuoto organizzativo nella gestione dei codici bianchi e verdi sul territorio, meritevole di approfondimento, anche al fine di ridurre l'elevato numero di accessi ai Pronto Soccorso.
In relazione alla necessità di creare una struttura intermedia tra l'ospedale ed il territorio destinata a gestire patologie acute ma inappropriate per un ricovero ordinario ospedaliero, si è ipotizzato di poter creare una “STRUTTURA INTERMEDIA ASSISTENZIALE TERRITORIALE” (o S.I.A.T.).
La SIAT sarebbe una struttura gestita da Medici del territorio in collaborazione diretta con i Medici Ospedalieri finalizzata a :
riduzione dei ricoveri impropri
gestione della terapia di patologie croniche riacutizzate al fine di evitare le riospedalizzazioni
terapie di reinserimento per pazienti dimessi
Le SIAT potrebbero essere collocate in vecchi Ospedali non più utilizzati e recuperati ed integrate dalle RSA (e dal loro personale), coinvolgendo i Comuni, le Comunità Montane e le Associazioni dei Comuni.
Tale ipotesi potrebbe prevedere una rivisitazione dell'impianto organizzativo e gestionale del Distretto di Base.
Saranno studiati protocolli terapeutici e gestionali adeguati con parametri ben definiti.
Questo progetto dovrà essere a costi ragionevolmente sostenibili ed i fondi necessari alla SIAT, potranno derivare da:
minori costi legati alla riduzione dei ricoveri impropri
risparmi da mancata riospedalizzazione in caso di riacutizzazioni di patologie croniche
risparmi da riduzione del numero dei giorni di ricovero ordinario favoriti dalla terapia di supporto al reinserimento.
Questi risparmi dovranno formare il fondo per le SIAT.
Sarà inoltre necessario individuare Protocolli Gestionali specifici per patologie gestite dalle SIAT.
Maggiori delucidazioni sono descritte nell'Allegato u .
Per quanto riguarda l'emergenza-urgenza territoriale (118) si è presa in considerazione la revisione del Sistema, tenendo presente alcune problematiche e innovazioni insorte negli ultimi mesi in seguito alla costituzione dell'Azienda unica regionale. A tal proposito si puntualizza quanto segue:
Creare una Fondazione può avere un significato di compartecipazione pubblico-privato che, nello spirito della riforma sanitaria lombarda, porti a migliorare il sistema in termini di efficienza e riduzione dei costi.
Bisogna però che siano salvaguardati alcuni principi generali:
la mission pubblica
la maggioranza pubblica nel CdA (almeno l'80% pubblico, 20% privato)
il mantenimento delle garanzie contrattuali economiche e giuridiche dei dipendenti
la possibilità di partecipazione degli Enti locali
il mantenimento da parte della regione del patrimonio pubblico
Fatte salve queste prerogative, il modello da perseguire sarà perfezionabile con:
privatizzazione delle regole, ma non delle proprietà, per garantire flessibilità nella gestione e rapidità di esecuzione delle direttive
maggior orientamento del management all'equilibrio economico-finanziario.
attenuazione dei vincoli pubblicistici nelle relazioni aziendali e nella gestione delle risorse umane
Come annotazione dell'argomento si rileva la necessità di una maggior valorizzazione del volontariato sul territorio. Ad esempio nella Provincia di Brescia sono attualmente attivi circa 6.000 volontari. E' necessario individuare forme di rimborso proporzionate alle ore d'utilizzo dei mezzi, ai luoghi (es. aree montane) e al numero di uscite delle ambulanze evitando che le Convenzioni dipendano in modo soggettivo dai desiderata dei Presidenti o da altre reputazioni soggettive.
Maggiori delucidazioni sono descritte nell'Allegato v .
In conclusione questa Commissione rimarca l'importanza delle due proposte che si integrano nell'intento di garantire una continuità di assistenza al paziente nelle condizioni più critiche in tutte le sue necessità sanitarie.
La Commissione dichiara la propria disponibilità a sostenere la sperimentazione di un progetto pilota della S.I.A.T. in un territorio della provincia di Brescia.
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