16.12.2001

Relazione alla 1^ Assemblea generale dei Soci presentata dal presidente Angelo Piovanelli

Nell'atto costitutivo della nostra Associazione avevamo preventivato di svolgere la prima assemblea dei Soci entro il 2003, ritenendo indispensabile questo intervallo di tempo per dare corpo ad una aggregazione che potesse caratterizzarsi con un nucleo consolidato ed una dimensione associativa di un certo rilievo.

In realtà, a poco più di un anno da quando Libertà @ Progresso ha preso vita, abbiamo avvertito l'opportunità di aprire un dibattito interno che, vedendo coinvolto tutto il corpo associativo, possa dare spazio alle sollecitazioni, ai molti contributi ed alle prospettive che in modo diverso, da più parti, sono pervenuti.

Nel fare il consuntivo della nostra attività per l'anno ora trascorso e nell'impostare un programma per il 2002, non possiamo evidentemente ignorare la necessità di un'obiettiva valutazione della situazione nella quale ci troviamo a pensare ed agire dopo i tragici eventi dell'America.

Ogni nostra analisi e qualsivoglia elaborazione non possono che essere pesantemente condizionate dal clima generale di preoccupazione e di insicurezza per il futuro che ci attende.

L'undici settembre ci ha costretto, innanzi tutto, a rivisitare il concetto di pace che si considerava ormai una condizione acquisita e destinata a consolidarsi. Ci troviamo obbligati a reinterpretare il significato delle regole che governano i rapporti tra Stati, a studiare di nuovo la validità delle relazioni tra i vari soggetti sociali e la crescente interdipendenza fra gli uomini di tutti i Paesi.

Non abbiamo potuto evitare di ricomporre la scala dei nostri valori, abbiamo riconciliato la scala delle nostre priorità, tutto ciò che ruota intorno a noi ha assunto una dimensione che viviamo in modo dissonante. Un'onda d'urto alla quale la coscienza non è rimasta insensibile.

E' la nuova profondità della globalizzazione. Questo è il fenomeno che bisogna mettere in trasparenza, che si deve sviscerare, affrontare, senza esagerazioni, né da una parte né dall'altra, per capire se il futuro deve appartenere all'esistenza di un mondo unico o se, invece, non si debba attendere ad una rinascita delle identità nazionali.

Aprirsi al mondo, dunque, ma non abbandonare la genuinità delle realtà locali, quelle più vicine ai cittadini, dalla provincia o la città, alla regione, comunità nelle quali la storia, le tradizioni, i valori e l'amalgama degli interessi rappresentano ancora il punto di partenza e la fonte da cui attingere la linfa vitale per affrontare le sfide sociali e politiche nel Paese, in Europa e nel mondo.

Far parte di un'associazione culturale significa anche essere disponibili a valutare la società, l'economia, il mondo del lavoro, la politica, con laicità, senza dogmi e con il gusto di confrontarsi, spesso con chi la pensa diversamente. Così si può arricchire il proprio pensare.

Vi sono diverse tematiche che spaziano in tutti i campi e che danno a chi ha voglia di approfondirle il senso di appartenenza ad una funzione culturale emancipatrice, di crescita e di democrazia.

Libertà @ Progresso è partita da questo ed in tale ambito intende confrontarsi con tutti i soggetti protagonisti della società civile con una cultura che accetti le diversità come opportunità di dialogo e di sviluppo creativo.

Tra le iniziative messe in campo nel corso di quest'anno di attività, ne voglio richiamare in particolare due.

La prima, inerente il progetto di metropolitana per Brescia. Abbiamo tenuto un convegno a Montichiari, proprio fuori città, per rilevare l'incongruenza e l'inefficacia di una metropolitana limitata all'ambito cittadino senza aver prima risolto il problema dei circa 170.000 veicoli che ogni giorno, dalla provincia, si riversano sulla città per poi trovarsi nell'impossibilità di circolazione e di parcheggio. E' a questi che va offerta un'alternativa vantaggiosa per accedere alla città con un mezzo rapido e dai costi competitivi. La metropolitana ha ragion d'essere nell'ambito di un progetto organico di nuova viabilità urbana ed extraurbana, funzionale all'espandersi sul territorio, funzionale alla città che, pur non ancora metropoli, non può più essere governata e programmata come punto epicentrico. Non è più possibile che un sindaco di Brescia possa ben amministrare la città senza guardare anche oltre il confine comunale.

Su questo tema i cittadini si sono espressi anche con un referendum. Non si potrà ignorarne i risultati. Ora tocca anche alla Provincia svolgere il ruolo che le compete. Dai segnali cui assistiamo pare di capire che in questo progetto si possano delineare soluzioni, così come da noi prospettate, più accettabili e compatibili. Ci riserviamo, ovviamente, di rimanere attenti all'evolversi del progetto.

L'altra iniziativa, probabilmente sfuggita ai più anche perché poco pubblicizzata, riguarda le trasmissioni televisive che l'emittente locale Teletutto produce in occasione dei Consigli comunali della città. Nel maggio scorso, in concomitanza con la tornata delle elezioni politiche, il Sindaco di Brescia aveva deciso di non consentire più la ripresa televisiva dei Consigli comunali. Decisione mantenuta ferma anche dopo le forti contestazioni (per altro un po' plateali, come l'abbandono della seduta del Consiglio stesso) da parte delle opposizioni in Loggia.

Noi riteniamo che le trasmissioni dei Consigli comunali non possono essere considerate né un interesse di chi governa, né di chi sta all'opposizione, bensì un atto dovuto di democrazia partecipata per garantire ai cittadini l'informazione, in forma diretta, sull'operato delle istituzioni.

Pertanto, di fronte all'inamovibilità dell'Amministrazione comunale, pur di assicurare ai cittadini la possibilità di avere la dovuta informazione, Libertà @ Progresso, per i Consigli in Loggia aveva stipulato un contratto con l'emittente televisiva Teletutto per coprire, facendosi carico delle spese, la trasmissione di quelli che il Comune intendeva escludere.

E' stato a questo punto che la giunta Corsini è ritornata sui suoi passi ed abbiamo motivo di ritenere che il nostro intervento sia stato determinante nel far decidere, da parte del Comune, il proseguimento delle trasmissioni.

Questo per dire come anche un'associazione come la nostra possa essere incisiva ed esercitare una funzione di pressione e di condizionamento sulle istituzioni.

 

Il ruolo della politica

 

Ma è sul quadro più complessivo della politica bresciana che noi vogliamo focalizzare la nostra attenzione. Proprio perché il potere amministrativo parte dalle autonomie locali è su queste che intendiamo concentrare la nostra iniziativa.

Il punto centrale della nostra riflessione ci porta a dire, con una definizione di estrema sintesi che oggi si potrebbe diagnosticare una Brescia a rischio mobbing. Mobbing della politica. Dove la vittima è proprio il ruolo che questa deve svolgere, che le compete, per diritto e per dovere. Dove gli aggressori sono gli stessi politici con una comunicazione sistematicamente ostile e non etica, con azioni negative come la sterile denigrazione dell'avversario politico, il continuo battibecco, la polemica, la ricerca dello scontro anziché del confronto, decidendo così di volare basso.

Spettatori passivi di questo stato di cose sono invece i poteri forti ed i nuovi poteri della città impegnati ad autolegittimarsi debordando spesso dagli ambiti di competenza per occupare nuovi spazi, salvo poi lamentare ritardi sugli adeguamenti della grandi infrastrutture e sulle possibilità di espansione e sviluppo di Brescia e provincia.

Lo scorso mese di novembre ha tenuto il suo congresso provinciale la Lega Nord , ieri ha chiuso i lavori quello dei Democratici di Sinistra, anche molte associazioni di categoria come i sindacati hanno svolto i loro congressi, tra poco più di un mese Forza Italia terrà il proprio.

C'è chi ha rinnovato i propri gruppi dirigenti, altri hanno optato per una politica di continuità (si dice continuità della linea politica, poi molto spesso è solo continuità dei gruppi dirigenti). In ogni caso vi sono tutti i presupposti affinché ogni soggetto politico e sociale presente sul campo, con in primo piano, ovviamente, i partiti, si possa adoperare per ridare alla politica il primato che le spetta. Si deve riportare al centro dell'idea e dell'impulso comune la disponibilità ad un confronto di merito su progetti concreti.

Sui quotidiani locali abbiamo già visto l'inizio della campagna elettorale per le amministrative del prossimo anno (per alcuni comuni della provincia) e del 2003 per il Comune di Brescia. Per così com'è partita, io dico che è meglio sia subito chiusa.

Proprio perché, parlando di Brescia, troviamo una città che si mostra con i palazzi dai muri dipinti a bombolettate, con il verde dei parchi belli e impossibili, con la questione dell'inquinamento da Pcb (fatto molto grave), una città che offre sicurezza asserragliati in casa, con le incertezze sul metrò, con gli enigmi del Prg, e la lista dei problemi potrebbe essere lunga, proprio per questo i progetti della Brescia del futuro i partiti non li devono solo citare, ma li devono far uscire dai cassetti, se li hanno.

E' sterile chiedere le dimissioni del Sindaco ad ogni Consiglio comunale.

La sfida della modernità si deve aprire sulla qualità delle proposte e proprio perché al nostro stadio di sviluppo conta sempre più la qualità della vita, è indispensabile un battito d'ali, per volare alto e dar corpo ad una politica virtuosa.

Se è vero, come è vero, che la società bresciana può contare su un cospicuo patrimonio di esperienze, se è vero, come è vero, lo dice la storia, che i bresciani sono un popolo laborioso, generosamente produttivo, con spiccata creatività, è a coloro che sono portatori di queste ricchezze che noi rivolgiamo l'invito all'intraprendenza, alla rivalutazione, (al risveglio) alla rinascita, incominciando dalla parte più sensibile della società, gli intellettuali, per arrivare agli amministratori, pubblici e privati, ed ai politici, non ultimi i neoeletti parlamentari.

Parlando di progetti, su almeno uno mi voglio soffermare, perché vitale per il ruolo del nuovo Sindaco che dovrà governare Brescia.

Il tema è: ASM. L'azienda dei bresciani. Privatizzazione sì, privatizzazione no.

L'attuale posizione dominante, di monopolio, è diventata incompatibile con il principio della libera concorrenza e competitività. L'azienda ha già perso la delimitazione di municipalizzata e l'estensione verso la provincia è sicuramente una tendenza da rafforzare. Si deve ricercare la possibilità di trovare nuove risorse, allargando ad altre partecipazioni che consentano investimenti ed una migliore gestione dei servizi. Rendere sempre più efficiente e produttiva l'azienda, puntando sull'innovazione tecnologica ed aprendo il mercato all'iniziativa privata.

Liberalizzare i servizi significa ridurne il costo ed avviare un processo di competizione basato su criteri di qualità. Non liberalizzarli significa molto spesso rallentare i processi di introduzione di nuove tecnologie e ridurre il tasso di crescita della produttività di tutto il sistema.

E allora, quotazione in borsa ?, sì, al momento opportuno. Privatizzazione ? sì, pur senza frenesia, ma il punto d'arrivo certo e chiaro deve prevedere la presenza della componente pubblica sotto il 50%. Altrimenti che privatizzazione è ? Questo è un tema sul quale i bresciani, quanto prima dovranno essere bene informati e coinvolti.

 

La nostra identità

 

Prima di concludere voglio rivolgere ai Soci fondatori un ringraziamento per tutta la collaborazione ed il sostegno ricevuti, per aver creduto nella nascita ed il consolidamento di questa realtà associativa, opponendo resistenza alle non poche difficoltà che abbiamo incontrato e dovuto superare nella fase iniziale.

Hanno cercato di attribuirci un profilo che non ci appartiene, prima sostenendo una nostra collocazione vicino a qualcuno. E' vero. Noi siamo vicino a qualcuno. In particolare ci sentiamo vicino a noi stessi, ai nostri principi, alla nostra identità. Poi hanno voluto definirci parte di uno schieramento. E' vero. In tal caso se c'è da schierarsi, noi siamo per schierarci innanzi tutto dalla parte dei cittadini e poi con chi vuol sostenere un percorso di profondi cambiamenti e di innovazione delle linee di politica economica, sociale, culturale ed istituzionale, nella chiarezza, senza ipocrisia, per una società più equa e più giusta.

Per concludere, un grazie a tutti i Soci, a voi, perché con la vostra adesione avete dato e date più forza ad un'esperienza fatta di impegno per la libertà, la democrazia, per un progresso non solo tecnologico, ma soprattutto umano. Con la vostra partecipazione avete scelto di essere protagonisti per una società di lavoro e di giustizia, per la dignità ed il benessere.

Sono convinto che siamo tutti animati nel voler fare meglio anche perché in molti guardano a noi con crescente interesse e speranza.

Nonostante il proliferare di formazioni culturali la presenza di forze sufficientemente organizzate per poter adeguatamente rappresentare una gamma di interessi diffusi e variegati è ridotta e questo stato di cose offre a Libertà @ Progresso inedite potenzialità.

Per questo abbiamo deciso di strutturarci in modo più compiuto, convocando questa Assemblea per eleggere gli organi dell'Associazione, con un nuovo Comitato Direttivo più numeroso di quello attuale e da voi legittimato.

Una squadra più attrezzata che ci consentirà di sviluppare un maggior numero di iniziative, con appuntamenti (anche a cadenza fissa mensile) di più intenso spessore culturale e politico. Senza togliere momenti di socializzazione come la cena o le altre attività rivolte all'arte o al turismo, ma il campo sul quale vogliamo essere presenti e farci sentire sempre di più è, sicuramente, quello del confronto sociale e politico.

Intendiamo continuare ad operare con rispetto e modestia, ma con una presunzione, quella sì, di avere idee nostre, di portare nostre proposte , di agire in piena autonomia e libertà, per una crescita ricca nella produzione di relazioni umane basate sulla partecipazione.

Ritengo che noi tutti abbiamo la maturità necessaria e il giusto senso di appartenenza per svolgere con coscienza critica, serenamente e propositivamente il nostro ruolo, per confrontarci sui contenuti, per delineare una strategia vincente che porti un forte contributo per rendere migliori le condizioni di vita dei cittadini di Brescia e della sua provincia.

Questo di oggi è un appuntamento che serve per confermare la nostra unità, la coerenza di stare sui problemi, la nostra compattezza, l'ottimismo, l'entusiasmo, la passione nel fare le cose, per ribadire la nostra identità, la volontà e la capacità di sprigionare energie positive.

Il nuovo anno che si apre, il 2002, si presenta per noi come un'occasione molto importante.

Una grande occasione da non perdere. Non perdiamola.

Grazie.

 
   
Vietata la riproduzione - © 2000 - 2008 Libertà @ Progresso - Brescia - Tel.: 030 8081596 Fax 02 89950487