27.10.2003

Documento dalla Commissione Sicurezza

Documento elaborato , su dati raccolti dalla Commissione Sicurezza, a cura di Enzo Bertelli e Vanni Scacco.

La Commissione Sicurezza di Libertà @ Progresso è composta da: Enzo Bertelli (Coordinatore), Carlo Fiori, Francesco Gallipoli, Massimo Parecchini, Antonio Prezioso, Vanni Scacco, Serafino Tregambe.

Premessa

Il seguente documento è l'esito del lavoro svolto dall'Associazione culturale Libertà @ Progresso per individuare le peculiari problematiche connesse con la sicurezza, intesa nella sua più vasta accezione, sul territorio bresciano.

L'elaborato ha lo scopo di fornire un contributo al raggiungimento di una migliore e più accettabile vivibilità in città e nella provincia di Brescia. Gli argomenti affrontati, come di seguito indicato, riguardano:

 

L'immigrazione clandestina

Il lavoro nero

La sicurezza stradale

 

In particolare, quest'ultimo aspetto è stato ampiamente dibattuto con il Comandante della Polizia Stradale della provincia di Brescia, un Ispettore della Polizia Locale ed il Presidente dell'Associazione Familiari e Vittime della strada, presenti agli incontri citati.

 

A) Immigrazione clandestina

Le soluzioni suggerite si ritiene che siano un sostegno al contenimento del fenomeno in titolo, in quanto forniscono proposte e valutazioni in grado di potenziare la capacità di prevenzione ed una più estesa capillarità all'azione di controllo, già svolta dalle Forze dell'Ordine (FF.OO).

 

•  Ordine pubblico e prevenzione reati

I risultati, in tale contesto, potrebbero essere più ampi ed efficaci qualora si accelerasse l'adozione del Vigile di quartiere con precise disposizioni tese ad incentivare i controlli sulle persone e con orari di servizio che coprano le 24 ore, specie nelle zone più a rischio. Questo implicherebbe un nuovo contratto per la Polizia Locale , un adeguato addestramento degli addetti ed un aumento dell'organico.

Il cittadino così cautelato sarebbe anche più predisposto a versare la tassa comunale, vedendo un impiego razionale e fattivo del proprio contributo. In proposito sarebbe anche opportuno sollecitare l'adozione di provvedimenti tesi a rendere certe le pene per i reati gravi e, comunque, ad introdurre il concetto della non tolleranza anche nei confronti di quelli minori o ritenuti tali.

 

•  Viabilità/ traffico cittadino ed uso d'infrastrutture

Per quanto attiene il primo aspetto, si dovrebbe verificare, nell'applicazione delle nuove disposizioni della “patente a punti”, se sia già previsto (o sia possibile “inserire” ad esempio mediante un'ordinanza del Sindaco), procedere direttamente al ritiro della patente a quegli automobilisti plurirecidivi (tre volte!) nel mancato pagamento delle multe comminate per divieto di sosta ovvero sequestrarne l'automezzo, senza dar corso a cause civili.

Mentre, riguardo all'uso delle infrastrutture, il controllo dovrebbe essere principalmente rivolto all'aspetto igienico-sanitario ed abitabilità degli appartamenti e/o di locali adibiti ad uso commerciale. Nel dettaglio:

 

•  incrementare il controllo di locali adibiti ad uso commerciale (aspetti amministrativi, sanitari, sicurezza degli impianti, antinfortunistica, etc.);

 

•  effettuare un maggior numero di verifiche sull'abitabilità degli alloggi in affitto, sulla regolarità dei relativi contratti e sul numero massimo consentito di persone residenti all'interno di questi.

 

Inoltre, imporre l'obbligo di sottoporre a visita medica gli extracomunitari, all'atto della regolarizzazione/rilascio permesso di soggiorno, potrebbe rappresentare una sorta di argine alla diffusione di malattie che sul territorio italiano, o più in generale su quello occidentale, si erano dimenticate.

 

 

•  Discriminazione

 

Nell'ambito ancora delle problematiche qui trattate, un aspetto a prima vista marginale, ma che in realtà altera la serenità dell'utente in regola, è il dilagante fenomeno dei cosiddetti “portoghesi” sui mezzi pubblici, tra i quali annoverare anche quelli autoctoni. Sarebbe quindi opportuno, tramite la reintroduzione del “bigliettaio”o l'adozione di mezzi elettronici od anche più frequenti controlli, evitare che chi paga il biglietto si senta “uno tra pochi” e non, come dovrebbe essere, “uno tra tutti” i paganti.

Generalizzando il concetto, fatto salvo la pari dignità tra cittadini italiani e stranieri, introdurre il principio di “priorità dell'appartenenza” inteso a concedere prioritariamente al cittadino italiano, su quello non in possesso della cittadinanza italiana, i benefici previsti dalla legislazione nazionale e locale.

 

 

•  Lavoro nero

 

 

1) Badanti extracomunitari

 

In considerazione che alcuni mestieri, come già ampiamente riconosciuto in altre sedi, non sono più svolti da maestranze nazionali, l'impiego d'immigrati in tali occasioni risulta un fatto positivo per tutti.

Tuttavia per rendere regolare nel caso specifico, il lavoro di questi particolari operatori, sarebbe opportuno:

 

•  il censimento, attraverso l'incrocio di dati inequivocabili dei cittadini bisognosi (anziani e/o disabili), per conoscere le reali dimensioni delle esigenze (atteso la partecipazione degli interessati), al fine di consentire la valutazione delle dimensioni del fenomeno ed individuare così le risorse economiche necessarie a garantire la copertura dei costi previdenziali e per l'assistenza;

•  il monitoraggio della situazione con il contributo delle Associazioni di volontariato, per scoraggiare eventuali abusi e gestire la questione con la dovuta attenzione;

•  la diffusione di messaggi mirati a far sì che il fenomeno non sia ingiustamente criminalizzato o confuso con la crescente e generalizzata diffidenza, purtroppo a volte giustificata, nei confronti degli extracomunitari spesso coinvolti in eventi delinquenziali;

•  individuare e rendere facilmente accessibile un riferimento istituzionale dove potersi rivolgere per ottenere le necessarie garanzie ed evitare di essere vittime di potenziali truffatori;

•  prevedere l'organizzazione di corsi informativi sui nostri usi e costumi, rendendone la frequenza obbligatoria per le badanti che intendano lavorare e stabilirsi sul nostro territorio, allo scopo di consentire loro un più facile inserimento nella società bresciana in generale;

•  predisporre e mantenere aggiornata una lista professionale delle badanti preparate a svolgere il particolare compito, in modo da offrire anche garanzie all'utenza.

 

 

•  Ulteriori occupazioni di cittadini stranieri

 

Analogamente al punto precedente, si dovrebbero intraprendere in linea di principio le logiche in esso descritte, in ogni caso:

•  sollecitare il potenziamento dell'Ispettorato del Lavoro per rendere più efficaci i controlli tesi ad individuare lavoratori e datori di lavoratori in nero.

Un sistematico ed efficiente controllo capillare sulle numerosissime piccole aziende distribuite sul territorio, accompagnato dalla comminazione di immediate sanzioni amministrative, ragionevoli ma certe , sicuramente contribuirebbe e rendere antieconomica l'odiosa pratica ed a ridurre la concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori onesti e del mercato del lavoro in generale;

•  verificare con maggior incisività i dati anagrafici relativi ai lavoratori riscontrati/ forniti nelle/dalle aziende con quelli registrati dai vari Enti pubblici coinvolti e/o interessati al censimento della popolazione, coinvolgendo anche le associazioni di categoria ed i sindacati dei lavoratori;

•  rendere più efficaci i controlli nel mondo cooperativo per individuare e distinguere coloro che, interpretando in modo chiaramente non ortodosso le leggi vigenti, perseguono, di fatto, una concorrenza sleale;

•  rendere obbligatoria, per l'organizzazione sanitaria pubblica e privata, la segnalazione alle Forze dell'Ordine dei pazienti che non dimostrino la regolarità della loro permanenza sul territorio nazionale;

•  sensibilizzare l'opinione pubblica affinché denunci alle FF.OO. e/o comunque alla Pubblica Amministrazione la presenza di attività lavorative sospette.

 

Infine richiamare il convinto e concreto rispetto delle regole da parte di tutti, anche attraverso il coinvolgimento della scuola, nella formazione di una più partecipe e consapevole coscienza civile, che si riferisca ai diritti umani ed ai valori morali universalmente riconosciuti.

 

 

C) Sicurezza stradale

 

 

1) Proposte scaturite a margine dell'incontro con il Rappresentante della Polizia Locale di Brescia ed il Presidente dell'Associazione Familiari e Vittime della strada:

 

•  incrementare la diffusione della conoscenza del Codice della Strada attraverso l'utilizzo sistematico di ogni mezzo pubblicitario disponibile;

•  prevedere la reintroduzione della materia “educazione civica” nelle scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio comunale allo scopo di migliorare la conoscenza di codici/ normative, sensibilizzando gli studenti non solo sulle gravissime conseguenze personali fisiche e psicologiche, ma anche sociali ed economiche. A tale scopo la proiezione di filmati nelle aule scolastiche con i commenti di esperti e le testimonianze di persone menomate o comunque rese disabili per incidenti stradale, potrebbero rivelarsi più convincenti di qualsiasi raccomandazione e/o pubblicità;

•  sollecitare gli Organi Istituzionali preposti a recepire la normativa europea nell'ordinamento nazionale, in materia di sicurezza stradale ed eliminare nello stesso tempo quelle regole inutili e superlue che, appesantendo la regolamentazione vigente, spesso finiscono col confondere le persone che devono applicarla;

•  migliorare, laddove possibile, le norme della patente “a punti” e sollecitare

l'adozione del nuovo modello, opportunamente corretto, nelle parti rivelatesi già poco pratiche, in riferimento ad alcuni degli scopi per i quale sembra sia stato predisposto (es.:registrazione dei punti, mancanza di una banda magnetica, etc.);

•  ridurre la segnaletica stradale e renderla più compatibile con il contesto nel quale è posizionata, in modo che quella restante sia più efficace ed applicabile. E' auspicabile inoltre l'utilizzo delle tecnologie pubblicitarie moderne quali, ad esempio, l'installazione di monitor giganti nei punti a maggior rischio, riproducenti situazioni esemplificative da proporre con sistematicità, magari anche in forma umoristica;

•  incrementare il ritiro immediato della patente di guida, perché pare essersi dimostrata la più efficace delle dissuasioni e rendere meno burocratiche le procedure sanzionatorie. In tal senso si potrebbero comminare pene alternative realisticamente più educative.

•  migliorare l'organizzazione del servizio della Polizia Locale (P.L.) e la qualità/quantità di mezzi ed attrezzature, assegnando loro una dotazione tecnologicamente adeguata sia per facilitare il controllo della circolazione stradale, sia per diffondere una maggiore credibilità nell'operato del personale preposto con una conseguente più efficace prevenzione;

•  rivedere, come già accennato, il contratto di lavoro della P.L. con il sindacato per favorire/migliorare sia le condizioni lavorative e la professionalità, sia il rendimento, introducendo il concetto della meritocrazia sul raggiungimento degli obiettivi programmati. Inoltre, ridurre al minimo indispensabile, il coinvolgimento di questo personale nelle procedure del giudice di pace;

•  armonizzare le priorità d'intervento da parte della P.L. con quelle della Polizia Stradale e delle restanti FF.OO. operanti sul medesimo territorio,

•  coinvolgere le Circoscrizioni nell'attività di prevenzione ed informazione, destinando loro un “budget” per l'organizzazione di cicli di conferenze specifiche, da tenersi anche in ambienti di ritrovo a favore di tutti, ma soprattutto degli immigrati.

 

Infine, nel corso dell'incontro di cui trattasi, sono emersi una serie di suggerimenti che hanno riguardato due ulteriori argomenti, alcuni relativi al miglioramento della circolazione stradale, in termini d'interventi infrastrutturali e gli altri finalizzati a rendere preferibile l'uso dei mezzi pubblici per far diminuire, a beneficio del traffico, il numero di quelli privati circolanti.

 

Nell'ordine, miglioramento della circolazione stradale:

 

•  prevedere l'effettiva separazione delle piste dedicate ai vari mezzi di trasporto pubblici e privati, con particolare attenzione a quelle esclusivamente ciclabili che, in certe zone rappresentano un vero e proprio rischio per i pedoni;

•  costruire rotonde in corrispondenza degli incroci maggiormente frequentati con la conseguente diminuzione dei semafori (meno incidenti, minori spese di manutenzione, più scorrevolezza del traffico, etc.);

•  potenziare i parcheggi esistenti e costruire nuovi parcheggi sotterranei od a silos.

 

Per quanto attiene l'uso dei mezzi pubblici:

•  incrementare il numero delle corse per le linee di maggior utilizzo, anche dotando il parco macchine di mezzi più compatibili con la ridotta viabilità del centro della città;

•  migliorare qualitativamente il servizio a bordo, sensibilizzando i conducenti sulla modalità di guida e di comportamento che, a volte non garantiscono all'utenza l'aspettativa di un “confort” adeguato;

•  ottimizzare i percorsi delle varie linee, consentendo i collegamenti tra i vari punti della città senza cambiare mezzo, come invece capita spesso anche tra località limitrofe.

 

2) Proposte scaturite a margine dell'incontro con il Comandante della Polizia Stradale della Provincia di Brescia:

 

Dalle considerazioni statistiche, secondo le quali:

 

•  la densità di motorizzazione italiana (711 mezzi x 1000 abitanti) è sensibilmente superiore a quella media europea (600 mezzi. x 1000 ab.);

•  il numero di morti e feriti, dovuto agli incidenti stradali nel nostro Paese, ha raggiunto cifre intollerabili, rispettivamente di 9.000 e 250.000 unità circa x anno;

•  emerge la chiara necessità di introdurre in campo nazionale maggiori controlli ed un superiore irrigidimento delle norme del codice della strada.

 

Inoltre, sempre dalle statistiche, le cause principali degli incidenti sono da imputarsi nell'ordine, all'imprudenza umana, al cattivo stato delle strade ed alla scarsa manutenzione dei veicoli.

 

Pertanto, si ritiene urgente:

 

•  incrementare al massimo i sistemi elettronici e video per il controllo della velocità su tutte le strade maggiormente trafficate;

•  migliorare il manto stradale, attraverso l'utilizzo di asfalti speciali che garantiscano un assorbimento più rapido della pioggia e, di conseguenza, una maggiore aderenza dei pneumatici in caso di frenata;

•  limitare al massimo il transito diurno degli automezzi per la distribuzione delle merci nelle città, valutando anche l'opportunità di introdurre, magari soltanto in determinati periodi di maggior traffico, l'obbligo del rifornimento dei negozi ad orari predeterminati più restrittivi;

•  migliorare il coordinamento delle centrali operative, particolarmente per quanto concerne il servizio “incidenti”, allo scopo di evitare molteplici e spesso superflui interventi per lo stesso incidente da parte delle FF.OO. dipendenti dalle numerose amministrazioni pubbliche esistenti ed a ciò delegate;

•  rendere le sanzioni efficaci e certe (trattasi pur sempre di omicidi e/o tentati omicidi sia pure perpetrati con “armi”improprie!), sia per tutti quelli che vengono colti in flagranza, sia per coloro la cui mancanza viene testimoniata soltanto attraverso i mezzi elettronici ed elettroottici;

•  continuare ad introdurre ed incrementare nuovi e più moderni mezzi tecnici per il controllo dello stato di ebbrezza;

•  limitare alle ore notturne il traffico dei mezzi dediti ai trasporti eccezionali ed estendere maggiormente la possibilità di scorta da parte di personale privato;

•  valutare concretamente l'introduzione di norme per le case automobilistiche che vincolino la produzione degli automezzi, adibiti al trasporto di persone o cose su strada, a severi parametri costruttivi (es.: velocità massima in nessun caso superiore al 20% di quella massima consentita dalle leggi vigenti sulle autostrade).

Molti dei suggerimenti di cui sopra sono stati determinati dai risultati estremamente positivi ottenuti dalla Gran Bretagna che, in soli 10 anni, ha visto ridurre ad 1/3 il numero dei morti e dei feriti causati da incidenti stradali.

 

Il presupposto indispensabile per il successo delle misure sopra indicate sta in ogni modo nell'indilazionabile modifica della “forma mentis” nazionale, che pare non essere ancora riuscita a recepire appieno il significato di “libertà individuale” nel contesto della società civile.

 

 

CONCLUSIONE

 

IL presente documento è stato redatto a cura della Commissione Sicurezza dell'Associazione “Libertà @ Progresso” al termine di una serie di tavole rotonde, alle quali hanno partecipato numerosi Soci ed Ospiti invitati di volta in volta secondo il tema da trattare, nell'ambito degli argomenti in titolo.

 

Il compito assegnato è stato quello di individuare le peculiari problematiche connesse con la sicurezza, nel suo significato più ampio, sul territorio bresciano, con lo scopo di fornire un contributo alla soluzione delle stesse, presentando questo elaborato alle competenti autorità per un suo esame.

Nel contesto generale, su indicazione dei partecipanti ai lavori, sono stati presi in considerazione e dibattuti tre aspetti: l'immigrazione clandestina, il lavoro nero e la sicurezza stradale, considerandoli quali i più emblematici.

 

Per quanto attiene il primo settore, l'immigrazione clandestina, l'esame è stato circoscritto all'ordine pubblico ed alla prevenzione dei reati, al traffico cittadino ed all'uso di infrastrutture, nonchè alla discriminazione.

Rispettivamente sono state individuate tra le soluzioni: l'adozione urgente del vigile di quartiere su h24 e l'introduzione del concetto di “tolleranza zero”; un più accurato e severo controllo di tutti i locali abitativi e non con aumento delle verifiche sull'abitabilità degli alloggi, unitamente all'obbligo di accertamenti sanitari per tutti i lavoratori extracomunitari ed infine, nell'indicare l'esigenza di contenere il dilagare dei “portoghesi” sui mezzi pubblici, si è affermato il principio di “priorità dell'appartenenza”.

 

Il secondo settore preso in considerazione, il lavoro “nero”, pur condividendo la positività che l'immigrato di fatto abitualmente svolge lavori non più richiesti da lavoratori italiani, si ritiene che il fenomeno debba essere monitorato e gestito con estrema attenzione e rigore.

I provvedimenti suggeriti vanno, per quel che concerne i/le badanti, dal censimento dei cittadini bisognosi al potenziamento delle strutture esistenti all'uopo preposte fino, per il “sommerso”, al controllo sistematico e capillare sulle numerosissime piccole aziende distribuite sul territorio, applicando alla bisogna sanzioni ragionevoli ma certe.

In ogni caso, la formazione di una partecipe e consapevole coscienza civile, riferita ai valori fondamentali morali ed umani, rappresenta sempre la strategia decisiva anche in questo specifico problema.

 

L'ultimo settore trattato, quello della sicurezza stradale, ha originato numerose proposte di soluzione, grazie alla partecipazione di due “tecnici” d'eccezione: i rappresentanti delle Polizie Provinciale e Locale di Brescia. La loro consulenza ha consentito una disamina accurata, individuando aspetti e relativi “suggerimenti”segnatamente utili.

Tra i principali, si riportano nell'ordine una più diffusa conoscenza del Codice della Strada a partire dall'aerea scolastica e sul territorio, coinvolgendo le Circoscrizioni; l'uso ottimizzato della segnaletica stradale; l'adeguamento dell'organizzazione della P.L. (addestramento, mezzi, dotazioni e nuovo contratto!) alla nuova quotidianità, armonizzando i loro interventi con le altre FF.OO. ed inoltre l'obiettivo di una reale diminuzione del traffico cittadino con provvedimenti razionali, concreti e mirati, non a penalizzare il trasporto privato restringendo le carreggiate, ma a rendere più conveniente ed efficace quello pubblico.

Infine, sono stati proposti altri interventi di tipo tecnico-strutturale, sempre relativi alla sicurezza stradale, quali l'organica ripartizione delle corsie dedicate ai vari mezzi di trasporto (piste ciclabili!); l'utilizzo di asfalti speciali che garantiscono sia l'aderenza sia l'assorbimento della pioggia e la produzione di automezzi che obbligatoriamente non superino comunque il 20% della velocità massima consentita.

 

A termine stesura, al di là di ogni misura individuata, proposta ed applicata, si ritiene che il presupposto indispensabile per il superamento di questo difficile momento, così denso di cambiamenti sempre più repentini tali da fargli meritare l'appellativo di storico, sia l'indilazionabile modifica della “forma mentis” nazionale, che pare non essere ancora riuscita a recepire appieno il significato di “libertà individuale” nel contesto della società civile.

 

*** Il presente documento è stato consegnato, nel corso di un incontro, al Sindaco di Brescia prof. Paolo Corsini e, in un altro incontro, al vicepresidente della Regione Lombardia, Viviana Beccalossi.

 
   
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