07.05.06
Relazione all’Assemblea presentata dal presidente Angelo Piovanelli
Ci troviamo a svolgere quest' assemblea nel bel mezzo di una sequenza di scadenze elettorali che non ci lasciano facilmente indenni da suggestioni e al contempo non ci esimono da una distaccata e razionale analisi sul quadro socio-politico che il Paese sta vivendo e che dovrà affrontare.
Prima di apprestarmi a predisporre questa relazione ho dato una scorsa a quella presentata all'assemblea dei Soci di due anni fa, nel 2004, dove c'era un capitolo dedicato all'Europa. Si formava in quel tempo l'allargamento da 15 a 25 Stati membri e si parlava del processo di unificazione, di integrazione, di costruzione della nuova Europa.
Pur con qualche problema prodotto dall'introduzione della moneta unica, l'Euro, c'era tutta una premessa di prospettiva per un nuovo ideale di unità. La realizzazione di un sogno a lungo coltivato. Dopo l'Europa dei mercati, quella economica, monetaria, ecco avvicinarsi gli Stati Uniti d'Europa, l'Europa dei popoli e l'Europa politica.
Un'ideale che tra la gente aveva preso corpo e che, dopo il lungo percorso ormai fatto, si vedeva tradursi in realtà.
C'è voluto poco per vedere infrangersi questa aspettativa. La causa ? Un cambio di rotta improvviso proprio da parte di Francia e Germania, gli stessi paesi che con la massima determinazione ne erano stati gli artefici ed i protagonisti.
Oggi siamo costretti a parlare di un'Europa in crisi d'identità, di un'Europa che non avrà, nei tempi brevi, una costituzione, un'Europa che si sta allontanando. Pochi sanno che è stato siglato un patto economico e politico tra Brasile, Sudafrica, America Latina ed India, e l'India significa 900 milioni di abitanti. I paesi asiatici hanno deciso di commercializzare liberamente i loro prodotti e di gestire le proprie ricchezze. La Cina è oggi padrona di un quinto della ricchezza degli Stati Uniti. Questi i temi all'ordine del giorno. I paesi arabi stanno presentando la loro carta d'identità. Così l'Europa non è più al centro del mondo. Nuovi equilibri tra gli stati, tra le grandi potenze del pianeta. Scenari che nel volgere di breve tempo modificheranno la fisionomia del mondo. Di fronte a queste nuove realtà che avanzano prepotentemente la politica europea sta a guardare, anzi fa finta di non vedere.
Anche nella recente campagna elettorale per le elezioni politiche il tema è stato ignorato, da tutti. Il nostro è un Paese schiavo di quel vecchio vizio di considerare solo ciò che le succede in casa.
E' purtroppo facile prevedere che l'Italia andrà incontro a sempre maggiori responsabilità in uno scacchiere mondiale sempre più inquieto. Questo presuppone che per affrontare questa realtà serva una unità nazionale che oggi non c'è, e un'Italia divisa non potrà mai esercitare con la dovuta fermezza nell'Unione Europea e nella NATO il ruolo che le spetta come grande Nazione.
L'antipolitica italiana.
La riflessione che voglio fare oggi è proprio sulla situazione politica che stiamo attraversando.
In un paese democratico in cui è la legge che regola la vita dei cittadini, le istituzioni sono tutto. Se vogliamo tornare a dare valore alla politica, riaccenderne il motore, è delle istituzioni che si deve parlare.
Il bipolarismo doveva assicurare la riduzione dei partiti e la governabilità: li ha raddoppiati, resi rissosi, incapaci di una proficua elaborazione politica; e quanto alla governabilità, ha creato due schieramenti così disomogenei che l'uno è riuscito a fatica a far approvare leggi frutto di tormentati compromessi e l'altro, l'opposizione, nemmeno ha provato ad elaborare un programma per l'impossibilità di mettere d'accordo le varie anime che in quel settore si agitano.
Occorre fare qualcosa per migliorare questa situazione. Si tratterebbe di pensare ad un buon sistema che consenta di governare il Paese, superando gli interessi di parte e rispettando la decisione dei cittadini di scegliere fra due opzioni chiare.
Il problema principale è ridare un senso alla politica, che non significa riedificare i partiti come case rifugio o nuove siglette nostalgiche, ma ricostruire le idee.
Occorre ripristinare un sistema di partiti, nel loro ruolo proprio e insostituibile di promozione ideale, di organizzazione pratica, di elaborazione, discussione e formazione delle scelte politiche e degli uomini pubblici.
Si è detto in passato che bisognava ridurre il potere della partitocrazia, che andavano riportati i partiti nel loro alveo: tutto vero, ma l'antipolitica che abbiamo di fronte è frutto della distruzione dei partiti, bisogna ridare alla vita politica partiti più agili, più snelli, organizzati in forma nuova, ma ristabilendo la loro funzione primaria: l'organizzazione della società e della politica secondo scale di valori, la formazione e il rinnovo delle classi dirigenti.
Oggi, se si vuole contribuire al risanamento della politica, al rinnovamento dei programmi, se si vuole combattere una nuova battaglia di libertà, è d'obbligo schierarsi. Noi non possiamo che schierarci dove è ancora possibile parlare di libertà, combattere il giustizialismo, il corporativismo, il conservatorismo, quello delle banche, delle burocrazie e della magistratura.
La nuova sfida è combattere la battaglia contro ogni tentativo di restaurazione per impedire che il Paese stia in mano a quelle lobby industriali e finanziarie, alle caste di burocrati e magistrati che sono in alleanza con gli eredi di ideologie fallite. Le sorti del Paese devono stare nelle mani di chi lavora: degli industriali, dei contadini, degli operai, degli impiegati, dei commercianti, degli artigiani, dei professionisti, degli intellettuali, nelle mani dei cittadini, dell'esperienza degli anziani e nella volontà di affermazione, di sacrificio e di conquista dei giovani. E cioè dei ragazzi e delle ragazze del nostro Paese che spesso facciamo fatica a capire, ma che per intelligenza, per fantasia, per volontà di progresso e per amore della Patria, non sono secondi a nessuno.
Io penso che con l'impegno, la serietà, con l'esempio soprattutto, non sarà impossibile offrire ai nostri ragazzi nuovi valori ideali e morali e nuove strade sulle quali indirizzare le loro energie e le loro volontà.
Ecco perchè la situazione dei partiti politici merita una riflessione accurata, una discussione approfondita.
Io credo che si debba superare la trasformazione dei partiti che sono diventati sempre più asfittici e che spengono ogni possibilità di ricambio. Troppo spesso le idee nuove restano fuori della porta assieme alle persone che le sostengono.
Occorre invece restituire valore alla politica e i valori alla politica. Da qui si deve ricominciare, dalla vita dei partiti, per ridare fiducia all'aspettativa di tornare ad essere interpreti del nostro futuro.
Il bene e il male non sono mai divisi da una linea retta ed in un Paese libero, come l'Italia deve essere, non devono mai scontrarsi volontà positive e volontà negative, buoni e cattivi, ma debbono scontrarsi interessi legittimi dal cui confronto e dalla cui composizione nascono poi le migliori soluzioni per la comunità.
Questa è l'essenza della vita democratica di un Paese, ed è questo tipo di vita libero che bisogna ristabilire.
Serve una speranza progettuale per immaginare un'Italia possibile e migliore per vivere, e questo ci dà la spinta ad impegnarci ed a guardare avanti, a raccogliere energie, a sollecitare partecipazione, ad assumere iniziative.
C'è, stiamo vivendo in questo momento, una situazione generale di movimento (elezione presidente Repubblica, elezioni amministrative del 28 maggio, referendum sulla nuova costituzione del 25 giugno) che sembra solo aspettare un nuovo input per prendere un diverso corso. Noi vogliamo cogliere questa situazione per poterci inserire.
La realtà bresciana
Ogni associazione ha un valore, ognuno di noi ha un valore. Dobbiamo unirci, per creare un valore più grande per incidere sul nuovo corso delle cose.
La nostra vocazione ci porta ad appartenere a qualcosa, ma nello stesso tempo dice di non farsi condizionare troppo dai legami. Da ciò deriva la nostra identità e la configurazione della nostra appartenenza, che sente la necessità di far parte di un gruppo o di una comunità e di sentirsi radicata in una realtà territoriale, ma nello stesso tempo ci dice di stare attenti a non pagare il prezzo in termini di libertà che ogni appartenenza e radicamento implicano.
La nostra Associazione ha sviluppato la propria attività in modo costante e prevalente in questa direzione.
Anche il lavoro svolto nel corso di quest'ultimo anno è stato notevole. La mancanza di una sede non ci ha frenato nel realizzare tutte le iniziative che abbiamo promosso e in particolare il progetto finanziato dalla regione Lombardia intitolato “Bisogni ed aspettative della persona nella società moderna”. Di questo va reso merito ai tanti che hanno messo a disposizione dell'associazione il loro tempo, le loro capacità e le loro risorse, la loro passione.
Sui temi che riguardano la nostra città non mi voglio soffermare più di tanto, non perchè non siano importanti, ma perchè dovranno essere oggetto di uno specifico approfondimento.
E' già tempo di pensare all'appuntamento del 2008 per il rinnovo dell'amministrazione comunale. Sarà pertanto necessaria l'elaborazione di una nostra posizione sui problemi irrisolti che gravano sul territorio cui accompagnare scelte di merito sulle proposte che i candidati sindaco avanzeranno. Sarà compito della prossima assemblea dei soci calarsi in questo impegno.
Il nostro ruolo.
Ora però voglio tornare a parlare di noi, della nostra Associazione.
Questa Assemblea si presenta come la migliore opportunità per riaffermare la nostra identità e per prendere in considerazione i propositi d'impegno per il futuro.
Nella lista dei candidati per il nuovo Comitato Direttivo, composto di 15 membri, che andremo ad eleggere, ci sono 5 nuove new entry (di cui 4 donne). Ci sono tutti i presupposti per ridare importanza e nuovo vigore al lavoro che facciamo tutti i giorni, per portare il nostro contributo di idee e proposte per una nuova sfida che ci deve vedere sempre più protagonisti nella nostra realtà sociale.
La nostra, quella di Libertà @ Progresso, è un'esperienza che continua a farci crescere, rinnova il nostro cambiamento, che rende concreta la nostra identificazione nei valori e nelle idee, che colloca con sempre maggior visibilità la nostra Associazione nel tessuto connettivo della società bresciana come movimento d'opinione.
Dobbiamo essere convinti che esistono ancora importanti margini di crescita. Per realizzare quest' obiettivo occorre uno sforzo ed un impegno maggiore per coinvolgere tutti i cittadini, associati e non associati, intensificando anche le relazioni con altri soggetti sociali e politici presenti sul territorio per suscitare la maturazione di nuove e più ampie aggregazioni.
Oggi ci apprestiamo a svolgere le elezioni dei nuovi organi dirigenti di Libertà @ Progresso. Anche questo adempimento rappresenta un ulteriore momento di rilancio del ruolo del nostro sodalizio verso risultati di più ragguardevole spessore.
E' con gratitudine che ringrazio tutto il gruppo dirigente uscente, il Comitato Direttivo, tutti quelli che pur non rivestendo incarichi collaborano attivamente con l'associazione, tutti i Soci indistintamente, che partecipano o che anche solo con l'adesione sostengono Libertà @ Progresso.
La nostra associazione prevede due qualifiche di Soci, i soci ordinari e i soci sostenitori. Soci alla pari, che si distinguono per l'entità della quota associativa. Nelle modifiche allo statuto che saranno proposte con il prossimo punto all'ordine del giorno, proporremo l'istituzione anche dei soci onorari, riferendoci con questo a persone o enti che si siano particolarmente distinti con la propria azione nel sostegno all'attività dell'associazione. Io credo che la riconoscenza debba essere un sentimento, un principio, un valore che, in una società contraddistinta dall'egoismo, si deve cercare di praticare. Il Comitato Direttivo, riunito in questi giorni, ha proposto di attribuire la qualifica di socio onorario a un nostro socio. La nomina è di competenza di quest'assemblea. Interpretando l'unanime volontà del Comitato Direttivo, ma sono certo anche quella di tutti voi, vogliamo esprimere un ringraziamento speciale all'amico Enzo Cibaldi e proporre la sua nomina a socio onorario di Libertà @ Progresso.
I nostri obiettivi per il futuro.
Per il nostro futuro, consideriamo fondamentale:
Presentare, entro la fine di questo mese, alla Regione Lombardia un altro progetto culturale da realizzare nel corso del 2006/07. Il nostro tesoriere Enzo Bertelli ne farà un breve cenno illustrativo con la presentazione dei bilanci.
Incrementare l'attività con iniziative anche al di fuori dei confini provinciali (vedi la mostra nazionale sulla pubblicità inaugurata ieri l'altro, patrocinata da Provincia di Brescia e Regione Lombardia che porteremo in giro per l'Italia).
Sviluppare ulteriormente la nostra funzione di gruppo d'opinione, di intervento sui temi politici e del sociale e prepararci all'appuntamento con il rinnovo dell'amministrazione comunale di Brescia (2008) che potrebbe vederci impegnati con un ruolo altamente efficace.
Il nostro obiettivo è e rimane quello di innestare il nostro pensiero e il nostro modo di agire all'interno delle istituzioni e degli ambiti decisionali della politica, di produrre il nostro contributo senza rinunciare alla nostra identità pur in un percorso di integrazione del nostro operare e dell'essere soggetto di riferimento.
Il nostro progetto è la valorizzazione delle risorse umane, facendo valere i criteri della meritocrazia e della rappresentatività.
Far parte di Libertà @ Progresso significa vivere il senso dell'appartenenza a questo pensiero, a un'idea, essere disponibili a nuovi progetti, a nuove sfide.
Voglio affermare il nostro intento di continuare a consolidare la strada percorsa, con coerenza, perché siamo convinti che sia quella giusta per tenere vivo lo spirito che ci anima e per consegnare alla società e al futuro il nostro doveroso contributo.
Il rinnovato impegno a sostenere Libertà @ Progresso ci vede consapevoli che le sfide non ci hanno mai fatto paura, anzi, ci hanno sempre appassionato e le consideriamo lo stimolo del nostro agire.
Tutto ciò rappresenterà il nostro orgoglio e sono certo che altri nuovi importanti traguardi saranno per noi possibili.
Grazie.
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